La gnatologia e il dolore orofacciale
Branca dell’Odontoiatria che si è sviluppata considerevolmente nel corso degli ultimi decenni, si avvicina più all’ambito medico che a quello prettamente odontoiatrico, pur occupandosi dei disturbi del sistema masticatorio e pertanto, inevitabilmente, dell’occlusione. L’attenzione all’ATM (Articolazione Temporo. Mandibolare) è stata sempre posta per tutti i disturbi posturali e per ogni tipo di algia cranio-cervico mandibolare in relazione alla grande influenza recettoriale che l’apparato dentario ( dente e parodonto) e articolare ( intra e periarticolare , ovvero oltre alle macrostrutture anche i liquidi sinoviali, i tessuti molli articolari e molto altro ancora) ha sull’equilibrio del sistema cibernetico cui appartiene .
Cefalee, facialgie, cervicalgie, otalgie, algie di vario genere anche di distretti topograficamente lontani, sono spesso ritenute causate da disfunzioni dell’articolazione in questione.
Per evitare approcci terapeutici costosi, invasivi, talvolta irreversibili senza cognizione di causa, occorre conoscere approfonditamente la materia e tutto ciò che gravita attorno ad essa, per poter discriminare caso per caso, condizione per condizione , paziente per paziente la soluzione più adeguata e l’eventuale percorso da intraprendere.
In questo ambito i professionisti mettono a disposizione del paziente la trentennale esperienza di coordinamento universitario di reparti di fisioterapia, ortottica e gnatologia nello studio e trattamento del dolore acuto e cronico dei soggetti disfunzionali ( testimoniato dall’attività scientifica e divulgativa con lavori e libri di testo redatti appositamente)
L’approccio
Il cardine fondamentale di ogni approccio dei professionisti, diagnostico prima e terapeutico poi, riguarda in primis l’esclusione sin dalla prima visita clinica di problematiche anatomo strutturali gravi e ingravescenti (tumorali, setticemiche gravi, degenerative e molto altro ancora) prima di spostare l’attenzione su ambiti funzionali con base muscolo-scheletrica (miogene e miotensive, posturali, traumatiche, ecc.), psico emozionale (stress emozionali, surmenage, ecc.), viscerocettiva e nutrizionale (disturbi dell’alimentazione, del metabolismo, ecc.) o ancora costituzionale ( lassità legamentosa, forme conclamate o fruste di quadri genetico – costituzionali ecc).
Tutto questo per poter calibrare in maniera attenta e discriminativa l’approccio per ogni singolo paziente in ogni singolo momento, per evitare eccessi terapeutici (e quindi costi inutili ed eccessivi al paziente) e per poter rendere consapevole quest’ultimo di ciò che egli stesso dovrà modificare del suo stile di vita per poter in qualche modo prendersi carico consapevole di se stesso, non delegando solo al curante la cura della propria salute.
Questa discriminazione iniziale prodotta in sede di prima visita, integrata da subito con un approccio clinico accurato con medicine complementari, si affianca all’uso di esami strumentali selezionati e richiesti a seguito dell’ipotesi diagnostica, e non “in serie”, uguali per tutti: ciascuna ipotesi di patologia presunta o di disturbo conclamato o latente che sia, necessita di uno o più approfondimenti specifici che mirano a suffragare o confutare la prima ipotesi diagnostica.
La multidisciplinarità professionale
A seguito della diagnosi si deciderà di approcciare la problematica a seconda delle priorità individuate: utilizzando ad esempio interventi chirurgici con collaboratori di Chirurgia Maxillo-Facciale in caso di patologie tumorali, fratture, anchilosi, degenerazioni invalidanti (ad esempio quadri di condromatosi, tumori della fossa glenoidea, fratture,ipercondilie, ecc), approcci funzionali manuali e strumentali con dispositivi occlusali rimovibili ( placche o altro) appropriati per ogni singolo quadro in caso di disfunzioni interne dell’articolazione ( condizioni per le quali oggi il più delle volte vengono applicati “generici bite” senza aver chiarezza della problematica da trattare, favorendo in questo modo la cronicizzazione e l’irreversibilità anatomica della problematica in corso), approcci ortopedici, osteopatici, fisioterapici, logopedici, psicologici, specifici o effettuati con collaboratori d’equipe con cui i professionisti si confrontano quotidianamente e visitano in maniera collegiale (non singolarmente o distaccati) i casi più complessi e più articolati. La strettissima collaborazione quotidiana effettuata con neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi,chirurghi maxillo facciali, oculisti, otorinolaringoiatri, psicologhe, osteopati, fisioterapisti, podologa,optometristi, e moltissime altre figure professionali, consente la valutazione approfondita a 360 ° dei disturbi e delle patologie definite “ di confine” ovvero in cui sia necessaria una accurata discriminazione differenziale sin dalle prime fasi diagnostiche ,
A tal proposito il Centro di Gnatologia e di Ortodonzia Trusendi, Deodato, Cristiano, ha aperto una succursale contigua allo Studio frequentata da buona parte dei collaboratori in questione per effettuare le visite e i trattamenti “collegiali” integrati.
Ove si valutino quadri privi di evidenze strutturali, funzionali prive di gravità o ingravescenza, ovvero quei quadri di disagio complessivo spesso definiti “psicosomatici”, ma trascurati dalla più parte degli operatori e non responsive a terapie tradizionali per varie motivazioni, i professionisti utilizzano l’integrazione con approcci complementari di tipo funzionale (riabilitazione fisiche specifiche a seconda dei distretti coinvolti con insegnamento di esercizi domiciliari e lavoro manuale in sede ambulatoriale) o secondo fitoterapia e medicina cinese.
Il Team di professionisti che quotidianamente da tempo collaborano e cooperano, condividono l’attento studio diagnostico e l’approccio terapeutico alla poltrona di ogni singolo caso clinico.
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Lunedì – Venerdì
8:30 – 12:30 14:00 – 19.30
Cell. 3913569912
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