F.Deodato

 

Estratto modificato da

F.Deodato: Bite ed ortodonzia. Uno stretto legame “ funzionale”.

ORI Sido Magazine Maggio 2011 n° 3 Pag 4-5

 

“Il mio ortodontista mi ha fatto passare il mal di testa con un bite” rappresenta una frase ormai consueta , tanto da far stringere sempre più collaborazioni attive tra neurologi , centri cefalee , ortodontisti  e gnatologi ; se a questo aggiungiamo che lo ha fatto dopo aver diagnosticato che il mal di testa non aveva cause organiche o neurologiche, tutto questo fa da decenni parte di una  quotidiana routine ortodontica e gnatologica.
Premesso che oltre alla diagnosi e’ importante specificare che ciascun individuo ha una personale capacita’ di risposta alla terapia ed una propria, costituzionale predisposizione ad ” ammalarsi” in determinati distretti rispetto ad altri ( unica certezza in medicina è che non tutti reagiscono allo stesso modo a sollecitazioni esterne e interne), occorre precisare che  nonostante “”Malocclusione di per sé, non vuol dire disfunzione”” ( questa è la conclusione della American Academy of Craniomandibular Disorders  già nel 1990) esistono delle malocclusioni che possiamo definire a rischio di comorbilità soprattutto se presenti in “soggetti a rischio”.

Come può prodursi la relazione tra una cefalea, un dolore facciale, una cervicalgia o altri disturbi di questo genere e l’occlusione, ovvero la semplice ” chiusura dei denti“? Per esemplificare il concetto potremmo dire che tutto passa attraverso i muscoli e le strutture ad essi collegate: legamenti, recettori, tessuti molli , vasi sanguigni, fibre nervose e molto altro. Il meccanismo e’ infatti molto sofisticato e vede il dente comportarsi come un raffinato sensore che rileva modificazione di pressione, tensione, calore e  di molto altro (compresa in medicina cinese la relazione tra dente, organi e visceri e meridiani energetici).
A volte quelle che possono sembrare alterazioni masticatorie più’ o meno semplici, o solo  disarmonie estetiche, possono rappresentare la concausa di problematiche più vaste. In questi casi un intervento ortodontico e gnatologico puo’ ripristinare l’equilibrio funzionale (e molto spesso anche estetico, considerato che la funzione si esprime attraverso una adeguata disposizione degli elementi dentari) e giovare a sintomi e malesseri di vario genere.
Si può pensare grossolanamente alle due arcate occlusali come a due ruote dentate che ingranano centinaia di volte durante la giornata (e spesso di notte), durante la funzione dell’apparato masticatorio.
Se il contatto tra le ruote si sviluppa coordinato, il sistema si muove con stabilità e la funzione puo’ perpetuarsi senza problemi. Viceversa un ingranaggio sbilanciato tra i denti delle ruote puo’ produrre contrasti, scivolamenti degli uni sugli altri e nel tempo instabilita’, disequilibri e labilita’ del sistema intero.
Compito dell’ortodontista e dello gnatologo e’ proprio assicurare al sistema di lavorare in equilibrio

In questo contesto il ” bite” puo’ risultare un ausilio importante, da solo o in concomitanza di una terapia ortodontica e,  in questo caso, prima, durante o dopo la terapia stessa.

Il bite ( morso) è  per questo uno dei dispositivi occlusali più utilizzati in ambito diagnostico, prognostico e terapeutico; le modificazioni che consente di eseguire sono molto rapide, reversibili, semplici da gestire e modificare oltre che estremamente mirate;

Generalmente si è soliti riferirsi al bite di “svincolo” (applicato per svincolare la posizione mandibolare dai contatti dentari), attraverso una superficie  di contatto liscia, senza ingranaggio forzato). E’ estremamente necessario far controllare e ottimizzare il dispositivo dal proprio curante, considerato che, se mal gestito o non armonizzato, l’apparecchio può produrre danno invece che beneficio.

Possibili funzioni del Bite

  • Protettiva : Protezione da traumi sportivi , da usura conseguente a bruxismo ( digrignamento) o dal serramento
  • Diagnostica : ottimizzando l’occlusione consente di valutare quali disturbi possono essere legati a questa
  • Prognostica: prima di ricorrere a terapie permanenti e irreversibili consente di valutare in maniera “ reversibile” come rispondono i sintomi
  • Terapeutica: consente a muscoli ed articolazioni di ritrovare il loro equilibrio fisiologico eliminando i contatti dentari che ne condizionano negativamente la posizione e funzione

Da non sottovalutare l’azione “protettiva” che il bite garantisce nel  serratore notturno dove l’interposizione fra le arcate di uno spessore quale quello della placca di svincolo ben equilibrata, permette alle articolazioni di essere meno sovraccaricate ed ai muscoli di contrarsi “ meno” (ovvero senza raggiungere il massimo della capacità contrattile) oltre a garantire una distribuzione omogenea del  carico masticatorio su tutta l’arcata, annullando eventuali traumatismi dentari singoli.

Per applicazioni, modalita’ d’utilizzo, precauzioni ed attenzioni far riferimento a quanto consigliato dal medico curante ; è raccomandabile astenersi dal “ fai da te” come per ogni cura medica.

Si diffidi dall’acquisto di apparecchi “ pronti all’uso”, “ universali”, pubblicizzati e reclamizzati dai media come “ risolutori per tutti”. Non esistono pazienti né occlusioni uguali tra loro: utilizzare qualcosa di incongruo per il caso specifico e personale può produrre un danno ( e non solo non portare beneficio).

Qualunque dispositivo deve essere progettato a seguito di una diagnosi medica, realizzato  su impronte dentarie specifiche del paziente e deve essere controllato ed ottimizzato dal dentista ( per la quale operazione talvolta può occorrere anche più di una seduta odontoiatrica): queste sono le regole minime ma fondamentali per un corretto approccio al problema.

Sicuramente però, in presenza di questi disturbi il vostro ortodontista ed il vostro gnatologo potranno essere d’aiuto, pertanto è importante che siano messi al corrente repentinamente in caso di insorgenza di queste patologie.

Per approfondimenti:

  1. Giorgetti R., Deodato F. , Trusendi e al.: La Semeiotica articolare nelle problematiche ATM: i tessuti molli. Martina Edizioni. Bologna. 2005
  2. Deodato F., Di Stanislao C., Giorgetti R.: L’Articolazione Temporo Mandibolare . I Disturbi temporo-mandibolari secondo approccio tradizionale ed integrato con MnC. Ed. Casa Editrice Ambrosiana . Milano 2005
  3. Giorgetti R., Deodato F, Malpassi C..: Occlusione Vs oculomotricità: lo stato dell’arte. Martina Edizioni. Bologna. 2007
  4. Deodato “I Disordini Temporo-Mandibolari nel paziente in crescita” in: “Odontoiatria per il pediatra” a Cura di : Giuseppe Sfondrini e Roberto Giorgetti. Pacini Editore Medicina. Marzo 2007
  5. Deodato, C. Di Stanislao, M. Corradin, L. Paoluzzi , R. Giorgetti: “Guida ragionata all’uso delle piante medicinali nei disordini cranio-cervico-mandibolari” Casa Editrice Ambrosiana . Milano 2011

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