SECONDA PARTE
La Paura e il Rene tra antico e contemporaneo, oriente e occidente
Ieri
Nella Cina antica pre-Han, la paura (恐, kong) non viene considerata un disturbo da eliminare, ma una condizione naturale da osservare e comprendere per preservare la vita. Nei testi del Huangdi Neijing (Suwen, Ling Shu), la paura è associata al Rene e al suo aspetto funzionale Yang.
Nei classici le affermazioni “la paura fa scendere il Qi” (恐則氣下, kǒng zé qì xià), 恐傷腎:“la paura danneggia il Rene”, intendono la presenza di un principio di regolazione: la paura acuta segnala un pericolo e mobilita l’energia Qi, mentre la sua persistenza consuma l’essenza Jing, compromettendo la forza vitale.
Si pone però attenzione a un punto essenziale: quanto perdura questa paura?
Un passo riportato nell’ottavo capitolo del Ling Shu (Perno spirituale) aggiunge “La paura senza comprensione danneggerà l’essenza “, segnalando che una paura protratta nel tempo e non trasformata danneggia l’Essenza, poiché allerta il sistema e lo mantiene sotto stress.
Si pone quindi più attenzione sulla trasformazione della paura che sulla sua “normale” insorgenza, evidenziando l’importanza della durata piuttosto che dell’intensità dell’emozione (Unschuld, 2003).
Si può concludere ( salvo eccezioni sempre ) che in linea generale sia il perdurare del riflesso d’allerta a produrre nell’uomo una continua consunzione di risorse vitali, al pari di un allarme sempre acceso.
Dopo la dinastia Han, la prospettiva sulla paura cambia. Con la codificazione medica e la diffusione della scuola di Zhang Zhongjing, la paura viene progressivamente demonizzata, descritta come una causa di malattia interna e di indebolimento del Rene.
I testi segnalano che il controllo della paura e il consolidamento del Rene Yang risultino fondamentali per mantenere la salute, come riporta la frase del Suwen, cap. 8: «I Reni sono i funzionari incaricati di generare la forza (vigore); da essi scaturisce l’abilità (destrezza e ingegno)» (腎者,作強之官,伎巧出焉 ).
Si smette quindi di pensare alla paura come un segnale naturale da comprendere per crescere nella vita e si trasforma in un oggetto clinico da trattare.
Oggi
Nelle attuali Neuroscienze l’attenzione si pone principalmente proprio sulla memoria emotiva della paura, mediata da amigdala e ippocampo (Roozendaal et al., 2009). Quando eventi stressanti vengono registrati, anche “ semplicemente” il loro ricordo può riattivare continuamente l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), producendo secrezione prolungata di cortisolo, alterazione del feedback negativo e aumento del carico allostatico (Gjerstad et al., 2018; Herman et al., 2016). Questa condizione mantiene il corpo in uno stato di iperattività allo stress con effetti negativi sulla salute, sia essa fisica che psico-emozionale.
In termini cinesi classici, questo corrisponde alla persistenza della paura di cui prima, che mantiene il Rene Yang attivo e che, come un fuoco interiore sempre acceso, consuma il Jing ( essenza) impedendo al Qi ( energia) di rientrare a sostenere gli Organi perché troppo impegnato a difendere.
Pertanto non esistono contraddizioni di base tra le due culture né tantomeno tra antico e contemporaneo; cambiano solo i linguaggi e le modalità simbolico-descrittive .
Entrambe riconoscono però il principale danno arrecato più che all’emozione acuta, alla sua persistenza nella memoria e nella regolazione interna. Il Rene Yang, responsabile della forza vitale, trova il suo corrispondente nell’asse HPA, mentre il Jing equivale alle riserve nutritive e adattative dell’organismo che , come se l’individuo fosse perennemente in guerra, si esauriscono.
Così, riepilogando, la visione medica cambia radicalmente in medicina cinese tra il pre e post dinastia Han (epoca in cui viene sistematizzata e strutturata). Nel pensiero cosmologico pre-Han, le emozioni non nascono dall’individuo ma dai ritmi del Cielo e della Terra e la paura appartiene all’Inverno, stagione del massimo Yin, del ritorno e della conservazione.
Se questo movimento di naturale protezione e ritiro dell’energia non riprende il suo corso fisiologico, si struttura nel tempo in questa sorta forma di vita ridotta organizzata intorno alla difesa, con la linfa, l’essenza (jing) irrigidita sulla sopravvivenza e incapace di evolversi.
Occorre ristabilire il corretto dinamismo del Qi (Suwen cap.9: 氣不行則病 “Se il Qi non circola,si ammala”) attraverso tecniche apposite (Qigong), liberare la memoria emotiva attraverso tecniche di meditazione e respirazione e armonizzare con le stagioni il flusso del Qi con un corretto stile di vita.
La patologia nasce per blocco e non per consunzione o fragilità, e le potenzialità individuali ( Jing) non vanno ricaricate ma liberate (poi si ricaricano da sole).
Nel post-Han si pone attenzione a carenza ed erosione di Rene, di Yin e Jing, e si rendono necessarie attenzioni alla prevenzione (più che liberazione) con evitamento di dispersioni attraverso stress ed emozioni intense, e con protezioni e tonificazioni di Rene e Jing, attraverso agopuntura e ausili erboristici (ad es. la formula fitoterapica Liu Wei Di Huang Wan).
Come coniugare i due modelli?
Valutando sempre l’individuo e il suo stato di salute: le tecniche pre-Han sono utili in momenti di forza energetica sufficiente (prevenzione e armonizzazione), quelle post Han nei casi di vulnerabilità o di trauma cronico (supporto e sostegno). Integrare con consapevolezza è ideale, nei quadri patologici con attenzione di un terapeuta qualificato.
Semplici consigli d’Inverno per la custodia dello yin
NB: in caso di problematiche particolari o patologie è obbligo consulto medico e agopunturistico serio.
In inverno non si forza: si custodisce.
Alcuni gesti semplici possono accompagnare questo tempo:
- Meditazione Chan : Nel silenzio e nella penombra, lasciare che lo yin si raccolga da sé, senza cercare nulla.
- Proteggere il calore : Tenere caldi i lombi (Mingmen GV4),le piante dei piedi (KI1 radice del Rene) il basso ventre (CV4 Dantian inferiore).
- Scaldare i palmi sfregandoli lentamente e appoggiarli sui lombi (BL23) o sulle caviglie interne (KI3). Restare sul’area passivamente, senza forzare. Il calore guida senza muovere.
- Sui punti, in assenza di controindicazioni ( ad esempio allergiche ma anche di altro genere ) e per tempi brevi ( a meno che non si sia seguiti da terapista esperto) si può applicare diluizione al 4% di olio essenziale di mirra ( 3-4 gocce in un cucchiaio di olio vettore neutro , ad es. oliva o mandorle dolci) per favorire il radicamento.
- Respiro che scende: senza utilizzare la volontà lasciare che l’attenzione si posi sul Dantian (CV4). Osservare finché il calore nasce spontaneamente e si diffonde verso il Mingmen ( GV4).
- Semplice postura tradizionale per sostenere Rene e longevità; Piedi paralleli, distanziati a una larghezza superiore della distanza tra le spalle, abbassarsi in accosciata sulle ginocchia sollevando i talloni da terra ( restando in appoggio sulle punte). Il busto è naturalmente spinto leggermente in avanti, le mani giunte palmo contro palmo e i gomiti appoggiati sul bordo interno della coscia. Restare in questa posizione per tre minuti al giorno aiuta a sostenere i reni e a mantenere la longevità secondo antiche tecniche taoiste.
- Non introdurre o limitare cibi o bevande freddi , utilizzare acqua calda ai pasti e durante la giornata.
- Esempio generico di Tisana stagionale ( NB: non esiste il paradigma “ naturale è innocuo”, ogni caso necessita di specificità diagnostica e terapeutica) Un piccolo rituale caldo e lento:
- Equiseto – radice e stabilità
- Tiglio – armonizza i pensieri
- Passiflora – quiete e distensione del fuoco interiore
Preparare in parti uguali (1/3 di ciascun rimedio) e sorseggiare lentamente, come gesto di nutrimento e ascolto, senza forzare.
L’inverno insegna a non disperdere, il corpo, se ascoltato, sa custodire.
Approfondimenti su:
- Unschuld, P. (2003). Huang Di Nei Jing Su Wen: Nature, Knowledge, Imagery in an Ancient Chinese Medical Text. University of California Press.
- Gjerstad, J.K., Lightman, S.L., & Spiga, F. (2018). Role of glucocorticoid negative feedback in the regulation of HPA axis pulsatility. Stress, 21(5), 403–416. PMCID: PMC6220752.
- Herman, J.P., et al. (2016). Regulation of the hypothalamic-pituitary-adrenocortical stress response. Comprehensive Physiology, 6(2), 603–621. PMCID: PMC4867107.
- Roozendaal, B., et al. (2009). Stress, memory and the amygdala. Nature Reviews Neuroscience, 10(6), 423–433. PMCID disponibile via PMC.
- Deodato, C. Di Stanislao, M. Corradin, L. Paoluzzi , R. Giorgetti: “Guida ragionata all’uso delle piante medicinali nei disordini cranio-cervico-mandibolari” Casa Editrice Ambrosiana . Milano 2011 (distribuito dal 2018 da Noi Edizioni)
- Di Stanislao, F. Deodato, P. Brici, L. Paoluzzi: Il grande libro di aneliti, fragranze, profumi. La clinica degli oli essenziali secondo le modalità della Medicina Cinese. Noi Edizioni 2022
- Deodato, R. Pirozzi, R. Romano, F. Papacchini: Gnatologia e DCCM oltre segni e sintomi. Approfondimenti diagnostico differenziali per comprendere l’individuo attraverso la medicina cinese. Martina Edizioni – Bologna – 2023
- Di Stanislao, F. Deodato, P. Brici, L. Paoluzzi: Il grande libro di aneliti, fragranze, profumi. La clinica degli oli essenziali secondo le modalità della Medicina Cinese. Secondo Volume, le cliniche. Noi Edizioni 2026
- Deodato: L’acqua : considerazioni su base energetica cinese : www.agopuntura.org . La Mandorla, Anno XX – Numero 76 – Marzo 2016 pag 62-79 .http://www.agopuntura.org/wp-content/uploads/2016/03/LaMandorla-2016-03.pdf
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